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Targhette identificative con stampa a colori, 60x30 mm, Alluminio, Ago
Nome
Ortanizzazione/titolo
Prezzo IVA inclusa
Informazioni sul prodotto
Tipo:
Targhette identificative con stampa a colori
Larghezza:
60 mm
Altezza:
30 mm
Spessore:
0.5 - 4 mm
Materiale:
Alluminio
Fissaggio:
Ago
Descrizione del prodotto
In Svizzera la formazione sanitaria si legge dalla sigla, e la sigla appartiene alla targhetta tanto quanto il nome.
Infermiere dipl. SSS, infermiera SUP, operatore sociosanitario AFC: sono percorsi distinti, con competenze distinte, e chi li conosce capisce in un'occhiata con chi sta parlando. In reparto la domanda "lei è l'infermiera o la dottoressa?" arriva più volte al giorno quando la targhetta tace su questo.
Nel nostro strumento di progettazione metti il nome su una riga e la qualifica completa di sigla su quella sotto, dando a entrambe lo spazio che meritano. Comprimere la sigla in fondo in caratteri minuscoli è lo spreco più comune: è proprio l'informazione che l'interlocutore cerca per prima.
Nel settore sanitario svizzero la formazione continua è la norma, e un diploma nuovo rende la vecchia targhetta sbagliata.
Vale la pena tenerne conto fin dall'ordine. Se il tuo servizio ordina a scadenze regolari, conserva il modello: alla prossima occasione cambi solo la riga della qualifica, senza rifare il disegno da capo. E se nel frattempo una sola persona ha bisogno di una targhetta aggiornata, la si ordina singolarmente nello stesso stile delle altre, così l'équipe resta coerente.
Nella Svizzera italiana si assistono regolarmente pazienti che parlano tedesco o francese, e si lavora in équipe miste.
Una targhetta regge due lingue senza diventare illeggibile, a una condizione: che il nome resti l'elemento dominante e la seconda dicitura vada più piccola, sotto la prima. Nelle strutture che accolgono pazienti da oltre Gottardo è una scelta che si ripaga alla prima conversazione.
Se la tua struttura ha una convenzione interna sulle lingue, componi la targhetta seguendo quella: quante righe usare e come distribuirle lo decidi tu.
Qui la targhetta viene pulita più spesso che in qualunque altro posto di lavoro. Per questo la incidiamo nella plastica invece di stamparla: la scritta nasce dal materiale e non si consuma, né con l'alcol né con lo sfregamento della divisa. È anche il materiale più leggero, e su un turno lungo la differenza si sente.
L'alluminio è la scelta di chi vuole un aspetto più tecnico e sobrio senza rinunciare alla durata.
L'ottone, spazzolato o nichelato, è il più formale dei quattro: sta bene dove la targhetta fa parte dell'immagine dello studio più che dell'uniforme.
Il cartone con anima in fibra di legno è la soluzione leggera ed economica per congressi, giornate di formazione e corsi di aggiornamento, quando serve una targhetta per ogni partecipante da indossare una volta sola.
Per fissarla alla divisa puoi scegliere la spilla oppure il magnete, che non fora il tessuto.
Sì, ed è quello che consigliamo. La sigla va sulla riga sotto il nome, nel carattere e nello spazio che preferisci.
Sì. Tieni il nome in evidenza e metti la seconda dicitura più piccola: è la combinazione che resta leggibile anche a distanza di un paio di passi.
No, se è incisa. L'incisione ricava la scritta dal materiale, quindi non c'è nulla sopra la superficie che possa consumarsi.
Sì, ma serve la stampa a colori: su una targhetta incisa non è possibile caricare un'immagine.
Su misura, nella forma e nel formato che indichi tu. Gli esempi qui sopra sono punti di partenza e si modificano per intero.
Imposti il modello una volta sola e cambi nome e qualifica su ciascuna. Per elenchi lunghi scrivi al nostro servizio clienti e prepariamo l'ordine insieme.